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4. 1783 - 1865: GLI STATI UNITI
1800. Thomas
Jefferson è eletto presidente.
Aveva 33 anni quando
scrisse la “Dichiarazione di Indipendenza “, essendo nato il 12 aprile
dell’anno 1743. Il 4 luglio 1776 venne approvata, dal Congresso
continentale di Filadelfia, la “Dichiarazione”.
Jefferson ricevette la sua prima istruzione in una piccola scuola di
campagna; lascio la scuola a vent’anni, dopo avervi imparato un po’ di
tutto: leggeva i classici latini nell’originale, aveva imparato diverse
lingue e i codici. Nel 1772 si sposò ed ebbe sei figli, che morirono tutti
ad eccezione di due.
Divenne giudice di pace, rappresentante dell’assemblea della Virginia,
finché nel 1175 venne eletto al Congresso continentale. Nel 1779 fu eletto
governatore del Virginia e dal 1784 al 1789 rappresentò gli Stati Uniti in
Francia.
Rientrato in patria fu incaricato dal presidente Washington di assumere
l’incarico di Segretario di Stato nel primo governo federale.
Politicamente si considerò il portavoce dei piantatori e dei pionieri del
Sud e dell’Ovest. Non aderì a nessun partito, e insieme a Madison, diventò
il rappresentate del ceto finanziario mercantile e marittimo. Il gruppo
Jefferson-Madison diventò il gruppo federalista. Questa coalizione risultò
vincente sulla coalizione di Hamilton alle presidenziali dell’anno 1800.
I maggiori episodi che hanno segnato la vita da presidente di Jefferson sono
tre: l’acquisto della Louisiana, il territorio che andava dal Mississippi
alle Montagne Rocciose, e che di fatto apriva agli Stati Uniti le porte del
Far West fino al Pacifico. Le trattative con la Francia, la proprietaria del
terreno, erano cominciate con un intento più modesto: assicurare la libertà
di navigazione sul Mississippi al commercio americano. I diplomatici di
Jefferson si offrirono di acquistare New Orleans
e si videro offrire mezzo continente: il Direttorio parigino (con
Napoleone primo console) aveva disperato bisogno di fondi e benché il
governo federale fosse impegnato nella difficile impresa di risanare il
bilancio il presidente diede il suo assenso. La spesa fu di 14 milioni e
mezzo di dollari, e questo destò molto scalpore, poiché la Costituzione
non consentiva al presidente di ingrandire il territorio dello Stato. Alla
fine Jefferson ebbe la meglio e il Congresso gli diede ragione.
Il secondo avvenimento fu di conseguenza al primo: Jefferson incaricò due
ufficiali di guidare una spedizione per esplorare il nord-ovest del paese:
fu la prima volta che gli americani poterono farsi un’idea delle terre
dell’Ovest.
Il terzo fu il bombardamento di Tripoli, il primo intervento militare fuori
dai confini dello Stato. Jefferson reagì in maniera drastica agli atti di
pirateria dei barbareschi e nel 1805 inviò una squadra sulle coste libiche,
costringendo i pirati a
rispettare le navi americani.
Varò una legge che proibiva l’importazione degli schiavi. Passò i suoi
ultimi anni di vita a Ponticello, la casa che si era costruito; si dedicò
alla fondazione dell’Università della Virginia. Morì nella sua casa a 83
anni, il 4 luglio del 1826, mentre si celebrava il cinquantesimo
anniversario dell’Indipendenza.
Fonte: Storia dei Presidenti Americani
Autore: Mario Francini
Casa editrice: Il sapere
Prima edizione: 1996
Sorba Giacomo
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