1.  20.000 a.C.-1492: GLI INDIANI PRIMA DEI BIANCHI
2.  1492 - 1640: I PRIMI RAPPORTI TRA BIANCHI E INDIANI  
3.  1640 - 1783: L'OCCUPAZIONE INGLESE
4.  1783 - 1865: GLI STATI UNITI
5.  1865 - 1914: LA CONQUISTA DEL WEST
 STORIA  TESTIMONIANZE INTESTAZIONE CREDITI

4.  1783 - 1865: GLI STATI UNITI

1811 Disfatta degli Shawnee a Tippecanoe

Nell’estate deI 1811, il confronto tra Tecumseh e gli invasori americani raggiunse il punto di non ritorno. In una drammatica serie di colloqui con il governatore dell’indiana, generale William Henry Harrison, Tecumseh dichiarò apertamente che se fossero ripresi gli insediamenti di coloni bianchi nei territori del fiume Wabash, la guerra sarebbe stata inevitabile. Harrison non si fece intimidire dalle minacce di Tecumseh e agli inizi di novembre, approfittando dell’assenza del capo Shawnee, mosse il suo esercito verso la Città del Profeta, il villaggio principale dell’alleanza indiana, che era situato sul Wabash. Le sue forze contavano un migliaio di uomini contro circa 450 guerrieri indiani.
Le truppe erano bene armate con moschetti e fucili mentre la maggioranza dei guerrieri era armata di armi tradizionali, mazze da guerra, archi e frecce. L’esercito di Harrison risalì il Wabash senza incontrare resistenza e quando si presentò di fronte alla Città del Profeta. Quella notte Tenskwatawa, il fratello di Tecumseh, decise che era meglio passare subito all’offensiva, senza attendere nel villaggio l’assalto dei soldati. Era stato catturato un prigioniero, un cuoco nero, dal campo di Harrison e questi riferì agli indiani che i soldati non avevano cannoni e che il loro campo non era stato fortificato; aggiunse che sicuramente Harrison avrebbe attaccato l’indomani, il Profeta e i capi decisero allora di prevenirlo. Durante le prime ore della notte, gli indiani si disposero attorno all’accampamento nemico e alle 4,30 del mattino circa, furono pronti per l’attacco.
Harrison era sveglio e già vestito nella sua tenda quando una sentinella vide un’ombra e sparò un colpo in direzione di alcuni cespugli. Con un grido terrificante i guerrieri si lanciarono avanti consci che l’unica loro possibilità di vittoria era un attacco rapido e micidiale che giungesse subito dentro il campo nemico, e gli indiani penetrarono subito nell’angolo nord occidentale  del campo americano. Sulla linea intanto, il corpo a corpo tra i soldati e i guerrieri fece numerose vittime tra gli americani che stavano uscendo dalle tende e mettendosi in formazione. Nonostante il successo iniziale, però, l’attacco indiano raggiunse il momento critico. L’alba sorgeva rapidamente, la linea americanaera ancora salda e nonostante le perdite reagiva ancora con forza, ma le munizioni degli indiani si andavano
esaurendo e mentre il primo mattino rischiarava il cielo e il paesaggio, i guerrieri tentarono un ultimo disperato assalto prima che alla luce del sole apparisse evidente al nemico quanto inferiori di numero fossero gli assalitori.
Quando fu piena luce, Harrison fece montare nuovamente in sella quanto rimaneva della sua cavalleria e con i regolari ancora in piedi, condusse un deciso contrattacco che scacciò definitivamente i guerrieri dal pianoro. Dal punto di vista tattico, la giornata si chiuse con un successo degli indiani che avevano conciato malamente le forze di Harrison. Ma i guerrieri di Tenskwatawa, esaurite tutte le munizioni e impossibilitati a distruggere l’esercito nemico, dovettero ritirarsi dalla città abbandonandola in mano al nemico. Furono costretti anche a lasciare tutte le scorte di cibo e quando le truppe di Harrison giunsero nella città, la saccheggiarono e la rasero al suolo. Strategicamente, quindi, la battaglia diTippecanoe rappresentò per gli indiani l’inizio della disfatta in quanto persero uno dei loro punti nevralgici, colmo di significati simbolici per la vagheggiata confederazione panindiana di Tecumseh.
La reputazione di Tenskwatawa ne risultò irrimediabilmente compromessa e alla lunga anche quella dello stesso Tecumseh ebbe asoffrire dalla perdita della Città del Profeta.

 

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