STORIA  TESTIMONIANZE INTRODUZIONE BIBLIOGRAFIA SITOGRAFIA CREDITI

1.  20.000 a.C.-1492: GLI INDIANI PRIMA DEI BIANCHI
2.  1492 - 1640: I PRIMI RAPPORTI TRA BIANCHI E INDIANI  
3.  1640 - 1783: L'OCCUPAZIONE INGLESE
4.  1783 - 1865: GLI STATI UNITI
5.  1865 - 1914: LA CONQUISTA DEL WEST


4.  1783 - 1865: GLI STATI UNITI

1789. George Washington è il primo Presidente degli Stati Uniti

Fu eletto presidente il 16 aprile 1789, anche se non si sentiva molto attratto da questo nuovo incarico. Da sei anni aveva lasciato l’incarico di comandante supremo e si era ritirato nella sua casa di Mount Vernon; non aveva, però, abbandonato la vita pubblica,e quando la Convenzione si riunì a Filadelfia per redigere la Costituzione, venne chiamato eletto presidente dell’Assemblea.
Nei giorni prima dell’insediamento,Washington salì su una diligenza e si diresse a New York, che allora era la capitale.
Giurò sulla Bibbia (e da allora tutti i presidenti lo avrebbero fatto) il 30 aprile, cinque giorni prima dell’inaugurazione della sessione degli Stati Generali a Versailles. La cerimonia si svolse in Wall Street.
Era nato nel 1732 a Bridges Creeck, in Virginia. Venne educato dalla madre e dal fratellastro; consegui un diploma di geometra. A 17 anni era già in grado di guadagnarsi da vivere; tre anni dopo, subì la morte del fratellastro ed ereditò la tenuta Mount Vernon.
A vent’anni si arruola come volontario nella milizia della Virginia. Washington si dimostra un vero “uomo di guerra”; all’arrivo delle “giubbe rosse” dall’Inghilterra, viene nominato aiutante di campo. Durante il ritiro delle “giubbe rosse” a Filadelfia, l’assemblea della Verginia affidò a lui la difesa della frontiera, insediata dai francesi e dagli indiani: lo fecero colonnello.
Terminata la guerra con i francesi, Washington tornò ad occuparsi della sua vita privata.
Venne eletto al Parlamento della Virginia, dove diede il proprio contributo alla buona amministrazione della colonia. Partecipò a diversi dibattiti sulla crisi con la madre patria inglese, e quando gli inglesi chiusero il porto di Boston, fu tra i deputati virginiani che votarono a favore per l’indipendenza delle colonie.
Era il 1774: la rivolta americana era iniziata. Washington fu tra i membri del Congresso continentale di Filadelfia, e a lui venne assegnato l’incarico di comandante in capo dell’esercito rivoluzionario. Evitò le battaglie in campo aperto e impiegò i suoi uomini in agguati e attacchi di sorpresa. A Filadelfia il Congresso scalpitava, chiedeva di concludere la guerra in modo rapido, ma Washington era un uomo che aspettava il momento favorevole per colpire. Washington riuscì a tenere unito l’armata del popolo contro gli eserciti inglesi.
Il 19 ottobre 1781, con l’aiuto di una squadra navale francese, costrinse alla resa l’esercito inglese: il popolo delle ex colonie si era guadagnato l’auto-governo.
Washington tornò ad occuparsi della vita privata, ma, nel 1878, venne chiamato per presiedere l’assemblea per redigere la Costituzione.  Venne eletto alla presidenza, e gli fu chiesto di creare il governo federale. Il presidente veniva visto come una sorta di re, e non si sapeva come chiamarlo: “Sua Maestà”, “Sua graziosa altezza”; Washington stabilì che per rivolgersi al presidente bisognava dire “Signor Presidente”. E cosi fu.Venne eletto per un secondo mandato, ma rifiutò un terzo mandato.Tornò a vita privata a Mount Vernon, dove morì il 14 dicembre 1799.
Gli americani per onorarlo diedero il nome alla nuova capitale, che costruirono non lontano da Mount Vernon; al centro della nuova città eressero un obelisco di marmo alto 105 metri.