STORIA  TESTIMONIANZE GALLERIA INTRODUZIONE BIBLIOGRAFIA SITOGRAFIA CREDITI

1.  20.000 a.C.-1492: GLI INDIANI PRIMA DEI BIANCHI
2.  1492 - 1640: I PRIMI RAPPORTI TRA BIANCHI E INDIANI  
3.  1640 - 1783: L'OCCUPAZIONE INGLESE
4.  1783 - 1865: GLI STATI UNITI
5.  1865 - 1914: LA CONQUISTA DEL WEST

 4.  1783 - 1865: GLI STATI UNITI

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1864 Massacro dei Cheyenne a Sand Creek

Nel settembre 1864 Pentola Nera, un importante capo degli Cheyenne meridionali, mandò un’ambasceria al forte per rispondere al governatore del Colorado, John Evans, che aveva dichiarato “ostili” tutti gli indiani che non si erano sottomessi e aveva autorizzato i cittadini del territorio ad <<uccidere tutti gli indiani ostili e ad impossessarsi dei loro beni>>. Gli indiani mandarono a dire agli ufficiali americani che loro volevano solo poter cacciare in vista dei mesi invernali. Nei mesi precedenti la situazione s’era fatta sempre più tesa: gli indiani avevano risposto con qualche scorreria alle continue provocazioni degli emigranti e dei coloni che sempre più numerosi giungevano sui territori indiani; inoltre i comandanti militari progettarono alcune spedizioni nei territori indiani nella tarda primavera e in estate rovinando così la caccia al bisonte estiva e inasprendo ulteriormente gli indiani.
In ottobre un villaggio Arapaho si presentò al forte e dopo essere stato disarmato venne trasferito lungo le rive del Sand Creek, un fiume che scorreva a circa 40 miglia dal forte. Nei primi di novembre, dopo aver avuto le più ampie rassicurazioni dagli ufficiali americani circa le buone intenzioni dei soldati, anche Pentola Nera e numerosi suoi seguaci si accamparono con gli Arapaho. Il villaggio indiano si estendeva lungo un’ansa del fiume ed era composto da numerosi campi separati.La colonna di Chivington raggiunse il forte il 28 novembre 1684 con l’intenzione di attaccare il villaggio di Pentola Nera. Quando sentirono i suoi progetti gli ufficiali del forte protestarono energicamente affermando che gli indiani sul Sand Creek erano pacifici e si trovavano sotto la protezione dell’esercito americano. Nel timore che qualche ufficiale potesse avvertire gli indiani fece circondare la postazione e ordinò di sparare su chiunque fosse uscito senza i suoi ordini. Durante la notte mise assieme 700 uomini che mossero dal forte e , dopo alcune ore di lenta cavalcata, giunsero nei pressi del villaggio indiano di Sand Creek dove vi erano accampate circa 800 persone. Chivington piombò sul villaggio all’alba circondandolo completamente. La grande mandria di cavalli fu dispersa o catturata. Gli indiani furono colti completamente di sorpresa e quando i capi tentarono di mostrare la bandiera bianca che Wynkoop aveva dato loro iniziò una vivace sparatoria e in pochi attimi il campo cadde nella più totale confusione. I soldati diedero fuoco a tutte le tende e spararono su quelli che vedevano correre in mezzo al fumo, ai cavalli imbizzarriti e ai fuochi degli incendi. Gli indiani fuggivano da tutte le parti, la maggior parte a piedi perché la grande mandria di cavalli era stata catturata o dispersa.. Molte donne e bambini, con la protezione di qualche guerriero, si nascosero dentro le buche naturali lungo l’argine del fiume ma furono scovati dai soldati che li sterminarono a colpi di fucile. Chivington diede ordine di non fare prigionieri e le truppe si scatenarono in un massacro indiscriminato che durò, dopo la breve resistenza iniziale, almeno quattro ore.
Pentola Nera riuscì a portarsi in salvo lungo il letto del torrente con la moglie che fu però colpita e cadde da cavallo; Pentola Nera la lasciò credendola morta. In seguito, quando i soldati se ne furono andati, ritornò al fiume per recuperare il corpo e scoprì che la donna era ancora viva, benché ferita da nove colpi d’arma da fuoco.Molti altri non ebbero la sua fortuna e caddero sotto i colpi dei soldati che iniziarono a scotennare e a fare a pezzi i corpi degli indiani.


TITOLO: Seppellite il mio cuore a Wounded Knee
AUTORE: Dee Brown
CASA EDITRICE: Arnoldo Mondatori Editore S.p.A.
EDIZIONE: 1972
LUOGO: Milano

Candelo Fatima