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4. 1783 - 1865: GLI STATI UNITI
1851 Trattato di Fort Lamaire fra
tribù di Nord-Ovest e il Bureau of Indian Affairs
All’uomo
bianco c’erano voluti 3 secoli per sottomettere del tutto gli Indiani
dell’America orientale. Al governo degli Stati Uniti ci vollero solo 3
anni per spezzare la resistenza delle tribù occidentali, per sterminarle
quasi completamente, impadronendosi delle terre mediante i soliti trattati
disonesti e rinchiudendone i sopravvissuti nelle riserve, dove sono sempre
stati trattati in maniera scandalosa e vergognosa. Fra il triste
trasferimento dei Cherokee lo scoppio della Guerra Civile , la conquista del
West venne anticipata dalla massiccia emigrazione provocata dalla corsa
dell’oro del 1849.
Nel 1851, il governo mandò dei negoziatori a fort Laramie affinché
incontrassero i rappresentanti di Cheuenne, Arapaho, Crow , Assiniboin,
Hidatsa, Mandan e Arikara. Queste tribù accettarono le suddivisioni
territoriali stabilite da governo e ciascuna ottenne apparentemente il suo
territorio originario.
Per il permesso di costruire strade e avamposti militari il governo stipulò
un contratto con questi Indiani che si rivelò un imbroglio infatti quando
ci fu una nuova ondata di corsa all’oro, nel 1859 una miriade di coloni si
insediò in Colorado, scacciando i Cheyenne e gli Arapaho. Il trattato
permetteva ai bianchi solo in diritto di transito in quelle terre, mentre
essi si impadronivano di tutto ciò che volevano.
Nel frattempo nei confini dell’Arizona e New Mexico gli apache si stavano
opponendo all’inevitabile avanzata grazie alla guida di due valorosi capi
Conchise e Mangas Colorado.
Le conseguenze della guerra civile americana si fecero sentire nelle regioni
occidentali sopratutto nel 1864, contemporaneamente alla recrudescenza
della guerriglia indiana. La situazione era davvero strana, gli Indiani nono
volevano la guerra, sennonché le loro condizioni li costringevano a
saccheggiare e depredare, cosa che provocava l’esercito americane.
Le atrocità reciproche raggiunsero il culmine in quello che sarebbe
diventato uno degli scontri più controversi nella lunga guerra contro gli
Indiani, l’episodio passato alla storia come il massacro di Sand Creek. Dall’indagine ordinata dal congresso su questo massacro emersero
alcuni dettagli veramente orripilanti. Non ci furono prigionieri e non fu
permesso a nessuno di scappare, uomo ,donna o bambino. Se non si riusciva a
sloggiare gli Indiani con le armi di piccolo calibro, venivano usati gli
obici, e prima di mezzogiorno iniziò l’operazione che rase al suolo il
villaggio . Gli Indiani dichiararono 300 morti tra Arapaho e Cheyenne,
mentre gli americani persero solo 7soldati.Se il massacro di Sand Creek
sollevò un vespaio di
polemiche, poche erano le dimostranze pubbliche per il conflitto con i Sioux
nel Minnesota, dove era in corso una ribellione dal 1862. Questi Indiani
vennero sconfitti tre mesi dopo il massacro di Sand Creek. Dopo aver perso
la guerra i Sioux si spostarono dal Minnesota in direzione del Canada, di
Devil’Lake o delle pianure occidentali.Il 4 agosto 1864
gli americani soffocarono le ultime rivolte in una battaglia.Gli
ultimi scampati a questa catastrofe si ritirarono ancora più a
occidente, ma ormai era finito il continente.
Titolo
originale: The American Indian Wars
By John Tebbel 6 Keith Jennison
First published By Harper & Brothers Publishers, New York
Traduzione di Daniele Ballarini
Revisione scientifica di Raffaele D’Aniello
Prima edizione: aprile 2002
Valentina Lisciotto
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