Patrizia Vayola (10-05-2002 20:35)

un aspetto interessante della produzione di ipertesti: la necessità di lavorare collaborativamente e al di fuori dei soliti schemi trasmissivi.
Questo implica una trasformazione sia del ruolo del docente (che da detentore del sapere diventa invece tutor del lavoro degli studenti, e che spesso, sul piano informatico ha anche alcune cose da imparare dai suoi allievi) sia delle relazioni tra studenti (che diventano reali collaboratori nella realizzazione del prodotto comune).

La somma di questi due atteggiamenti produce, a sua volta, un cambiamento nella percezione delle modalità di approccio alla conoscenza: non la ricezione di informazioni dall’alto ma la costruzione cooperativa del sapere.

Una metodologia del genere non genera caos (se si esclude quello della molteplicità di interazioni che si sviluppano nella classe che genera maggior confusione se confrontata col silenzio che accompagna la lezione frontale) perché, dal punto di vista cognitivo, impone una continua riorganizzazione delle conoscenze affinché esse sino funzionali alla logica ipertestuale.

Naturalmente questo non significa che tutti gli studenti diventino geni, tuttavia può consentire significativi miglioramenti sia nella capacità di concettualizzazione (grazie all’uso delle mappe concettuali) sia nella metacognizione (che è certamente potenziata da una metodologia attiva per prova ed errore) anche in studenti che dimostrano disinteresse per le lezioni frontali. Tutti inoltre potranno dare apporti, anche differenziati per qualità, e questo consentirà di integrare nel gruppo classe anche i ragazzi che hanno meno capacità, spesso con significativi miglioramenti anche nel loro rendimento complessivo.

Compito dell’insegnante sarà quello di tenere le fila di tutto il processo in modo da dare ad esso il rigore necessario perché questi processi di conoscenza siano controllati e facilitati.
Il che impone, al docente, una seria riflessione metodologica sulle modalità di utilizzo dello strumento ipertestuale (anche un ipertesto può avere valore cognitivo nullo se diventa puramente compilativo).
Inoltre, come giustamente dicevi, grazie alla connettività che l’ipertesto implica, è possibile che intorno ad uno stesso tema siano chiamati in causa docenti di discipline diverse, con notevoli effetti positivi sia per gli studenti (che possono percepire la complessità e la multiprospetticità della conoscenza) sia per gli stessi docenti che si trovano a dover progettare sinergie che di solito l’organizzazione del lavoro e l’abitudine scoraggiano.