Patrizia Vayola (08-04-2002 22:00)

...Molti docenti temono che la libertà di esplorazione possa alla fine essere improduttiva perché si corre il rischio della dispersione o del sovraccarico cognitivo; tuttavia ci sono strategie che consentono di limitare questi pericoli: dare consegne precise di consultazione (ad esempio navigare per rispondere ad alcune domande formulate preventivamente o per cercare fonti di varia tipologia su un tema), tenere sotto controllo il percorso annotando le proprie scelte (spesso gli ipertesti hanno già questa funzione), quantificare il tempo a disposizione per l’esplorazione e dividerlo in due fasi: una prima di ricognizione libera e una seconda dedicata alla ricerca vera e propria.
Certo è che l’uso di nuovi strumenti, per essere efficace, ha bisogno che la didattica sia ripensata in modo da sfruttare appieno le loro potenzialità cognitive: la consultazione di un ipertesto ha senso se è inserita in una ricerca di tipo laboratoriale per la quale i contenuti che esso propone costituiscono solo una parte di un percorso più ampio che intreccia diversi contributi storiografici e fonti di varia tipologia intorno ad un problema che la classe a definito e al quale soluzione del quale si applica, altrimenti il lavoro si riduce a un taglia/incolla che semplifica ma non trasforma, nella sostanza, i lunghi copiati di pagine di enciclopedia cui si sottoponevano gli studenti fino a non molti anni fa....