Cristiana Cirilli (19-05-2002 11:07)


cadere nel nozionismo nell'insegnare Storia equivale a non farlo,per cui incamminarsi verso certe direzioni, quali tu stessa indichi diventa irrinunciabile se si vuole rendere significativo l'apprendimento.
E' vero che per motivare i ragazzi allo studio è fondamentale coinvolgerli e, francamente, non so nemmeno io quale tipo di interesse si possa provare di fronte ad una Storia ridotta ad accumulo di date, fatti, nomi, avvenimenti. Non credo che con il nozionismo si riesca nemmeno ad arrivare ad un'efficace ritenzione mnemonica. Per ricordare bisogna capire.
Abbandonare l'eurocentrismo non è soltanto un "dogma" storiografico, quanto un'apertura all'altro e al diverso ed aggiungo un riconoscere le ragioni dei vinti (pensa ad esempio al capitolo sempre affascinante delle scoperte geografiche e delle conquiste), nella consapevolezza che se la Storia è stata spesso "fatta" dai vincitori, questi vincitori si sono dovuti scontrare con altri modelli sociali, politici e culturali. Ciò non significa però che ciò che è vicino sia da considerare un non argomento storico. La cosidetta storia "globale" è quella che concede cittadinanza al locale e al lontano ed usa il metodo storiografico dell'analisi dei documenti per l'uno e per l'altro.
Se l'analisi di questi documenti può trovare una sua collocazione in una rete concettuale si ottiene di dare significatività alla conoscenza storica, se poi non ci si limita a mediatori verbali, per raggiungere lo scopo di costruire la conoscenza e la comprensione storica negli alunni tanto meglio, significa rispettarne la pluralità di intelligenze e concedere a tutti di poter accedere all'apprendimento.
Internet consente di accedere ad innumerevoli documenti ed è un archivio inesauribile a portata di mouse, in cui, ne conveniamo, non è sempre facile, orientarsi (ma a qui ci debbono aiutare la nostra professionalità e le nostre conoscenze).
L'ipermedialità costruita su un percorso ipertestuale è altrettanto una risorsa per strutturare in maniera reticolare e significativa le conoscenze.
Anche se l'autoreferenzialità non mi è mai particolarmente piaciuta, per comodità, ti rimando al mio intervento "Epistemologia e terminologia della didattica storica ipertestuale", in cui cerco semmai di stabilire, fra le righe, quando iniziare un percorso ipermediale.
Concludendo e rispondendo alla tua domanda, credo che sia non solo condivisibile avviarsi a certi tipi di innovazioni, ma direi indispensabile, tanto più se consideri il contesto in cui i nostri alunni e noi viviamo: non possiamo privarli delle chiavi ermeneutiche del nostro mondo.