Cristiana Cirilli (19-05-2002 12:12)


Il training ipertestuale realizzato,insieme all'individuazione delle abilità di base tecnico - pratiche, mi è servito anche per stabilire le modalità di organizzazione del lavoro, per comprendere cioè come distribuirlo in aula prima di andare in aula informatica, poiché se la competenza informatica nei nostri alunni è abbastanza diffusa, non altrettanto omogenei sono i livelli e, comunque, non tutti hanno a casa la possibilità di familiarizzare con un ambiente di apprendimento, che sta diventando (non voglio assolutizzare dicendo sostituendo) alternativo allo scrivere.
Da questo punto di vista si ripropone un'affascinante sfida educativa per noi insegnanti.
Ci ritroviamo nuovamente ad alfabetizzare, ad essere anche un po' pionieri, a dover individuare risposte adeguate a bisogni diversi, poiché in aula informatica la nostra classe diventa tanto eterogenea quanto più non si può immaginare, semplificando si può dire che è come dover insegnare insieme ad alunni di prima e seconda elementare e ad alunni che già sono in prima superiore.
Valorizzare in aula le conoscenze e le competenze di chi in aula informatica è ad un livello più basso, incoraggia lo studente ad un approccio motivante e non frustrante con il computer: l'alunno sa già di essere capace di realizzare un percorso ipertestuale e di avere adeguate conoscenze storiche, capisce di dover perciò solo migliorare le proprie competenze informatiche. D'altro canto chi di queste competenze è già fornito, sa di poterle mettere a disposizione degli altri in una sorta di tutoraggio in un percorso condiviso che è di tutti e di ciascuno. Trovo che lavorare in aula informatica in quest'ottica diventi non solo occasione per una qualificata didattica della Storia, ma acquisisca un surplus di valore formativo, in quanto consente l'esercizio costante dell'intelligenza interpersonale.