Il lavoro dell'intellettuale è investito da cambiamenti sostanziali sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo.
C'è un allargamento quantitativo che coincide in buona misura con l'espansione dei cosiddetti ceti medi: aumenta infatti la quota di popolazione che svolge lavori non manuali.
Il fenomeno più vistoso è la comparsa di corposi ceti intellettuali addetti alla proposizione e alla diffusione di idee: professori, maestri, giornalisti, tecnici di mass-media e burocrati.
La società di massa modifica anche le funzioni che erano state tipiche del grande intellettuale; ad esempio cambia la qualità stessa della filosofia dal momento in cui viene trasmessa attraverso giornali e scuole.