STORIA  TESTIMONIANZE GALLERIA INTRODUZIONE BIBLIOGRAFIA SITOGRAFIA CREDITI

1.  20.000  a.C.-1492: GLI INDIANI PRIMA DEI BIANCHI
2.  1492 - 1640: I PRIMI RAPPORTI TRA BIANCHI E INDIANI  
3.  1640 - 1783: L'OCCUPAZIONE INGLESE
4.  1783 - 1865: GLI STATI UNITI
5.  1865 - 1914: LA CONQUISTA DEL WEST

4.  1783 - 1865: GLI STATI UNITI

1862-1865 Rivolta dei Navaho II^ parte

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Nel gennaio 1861 i capi indiani acconsentirono ad incontrare il colonnello Camby. Alla fine dei colloqui, il 21 febbraio 1961, i Navaho nominarono capo supremo Herrero Grande che per mantenere la pace promise di espellere tutti i ladrones dalla tribù.Vi furono diversi mesi di amicizia tra gli indiani e i bianchi e Manuelito divenne nuovamente un prospero allevatore di bestiame.
Durante quel periodo i Navaho si recarono spesso al Forte per commerciare e prendere le provvigioni dal loro agente. Si creò l’abitudine di fare corse di cavalli tra bianchi e indiani ma in una di queste corse, per la quale erano state effettuate moltissime scommesse, ci fu un’irregolarità da parte dei bianchi e gli indiani si appellarono ai giudici perché la corsa venisse ripetuta. I giudici si rifiutarono, dichiararono vincente il cavallo militare e i soldati formarono un lungo corteo per festeggiare la vittoria e si diressero verso il forte per incassare le scommesse. Infuriati per la truffa subita, i Navaho corsero in frotte dietro a loro ma le porte del forte furono chiuse ermeticamente e quando uno tentò di sforzare l’ingresso, una sentinella gli sparò addosso uccidendolo. Nel frattempo il colonnello ordinò di far uscire l’artiglieria e furono massacrati uomini, donne e bambini. L’ufficiale comandante cercò di far di nuovo la pace con i Navaho inviando alcune squaws che godevano dei favori degli ufficiali, a parlare con i capi indiani; l’unica risposta che ricevettero le squaws fu una buona dose di frustate.
Dopo quel 22 settembre 1861 passò molto tempo prima che si ristabilissero rapporti di amicizia fra gli uomini bianchi e i Navaho.Nella primavera del 1862, il generale James Carleton, che era avido della terra indiana e di qualunque risorsa mineraria vi si trovasse, avendo a disposizione molti soldati, cominciò a cercare gli indiani contro cui combattere.Nel tardo autunno cinque capi indiani acconsentirono a recarsi a Santa Fé per negoziare con Carleton. Durante il viaggio due capi con la loro scorta si imbatterono con un distaccamento di soldati del capitano Graydon che li ingannò rifornendoli di farina e carne per il lungo viaggio. Si recò poi direttamente nel loro accampamento, li rifornì di bevande alcoliche e poi gli sparò addosso mentre assi pensavano naturalmente che avesse avuto propositi amichevoli poiché li aveva dato loro farina, carne e approvvigionamenti.
Gli altri tre capi raggiunsero Santa Fé e assicurarono che il loro popolo era in pace con i bianchi e desiderava unicamente essere lasciato tranquillo sulle montagne. Carleton li informò che l’unico modo in cui i Mascalero avrebbero potuto ottenere la pace era di ritirarsi nella riserva; essi, stremati e non più i grado di proteggere le loro donne e i loro bambini furono costretti ad arrendersi.
Nella primavera del 1863 la maggior parte dei Mascalero era fuggita in Messico o era stata segregata in una riserva. In dicembre diciotto capi Navaho, ma non Manuelito, dopo aver osservato la sconfitta dei loro cugini Apache Mascalero, si recarono anch’essi a Santa Fé a chiedere la pace.In dicembre diciotto capi Navaho, ma non Manuelito, dopo aver osservato la sconfitta dei loro cugini Apache Mascalero, si recarono anch’essi a Santa Fé a chiedere la pace. Anche a loro fu chiesto di trasferirsi nella riserva di Bosco Redondo ma si rifiutarono.
Il 23 giugno Carleton stabilì una data improrogabile per lo spostamento dei Navaho nella riserva: essi avevano tempo fino al 20 luglio per spostarsi e chi non l’avesse fatto sarebbe stato considerato un nemico e trattato di conseguenza. Il 20 luglio passò ma nessun Navaho si arrese volontariamente. Nel frattempo Carleton aveva fatto preparare le truppe per una guerra contro i Navaho e a fine luglio 1863 vennero inviati dei distaccamenti a scopo di ricognizione. I Navaho erano dieci volte più numerosi dei Mascalero ed avevano il vantaggio di abitare in un territorio vasto e montagnoso,  solcato da profondi canyons, torrenti dalle rive scoscese e altipiani circondati da precipizi.
I Navaho, saputo che i soldati si stavano preparando alla guerra decisero di adottare delle precauzioni per mettere al sicuro donne e bambini poiché sapevano che i mercenari avrebbero cercato di farli prigionieri per venderli ai ricchi messicani.
Poiché i soldati non riuscivano a scovare i Navaho, il 25 luglio, il maggiore Joseph Cummings fece razzia di tutto il bestiame che trovò e mieté o bruciò tutti i campi di grano e di frumento indiani.Non appena i Navaho si accorsero di ciò che stava succedendo ai loro raccolti destinati all’inverno inviarono un tiratore scelto Navaho che sparò a Cummings e uccidendolo sul colpo mentre era in sella. Razziarono poi il recinto di Carson riprendendosi alcune pecore e capre e rubandogli il suo cavallo preferito.Il 18 agosto il generale decise di incoraggiare le truppe offrendo premi in denaro per il bestiame catturato ai Navaho e ciò riscosse molto successo poiché le paghe dei soldati era di molto inferiori alle ricompense. I soldati iniziarono poi a tagliare il ciuffo di capelli tenuti insieme da un nastro rosso che i Navaho portavano sulla testa e venne reso popolare l’uso di offrire premi per gli scalpi indiani.
Nel frattempo Carson continuò la distruzione dei campi e ordinò che ogni Navaho maschio trovato venisse ucciso.Pressappoco nello stesso tempo Carleton chiese al quartier generale altri soldati per combattere gli indiani e proteggere gli uomini che continuamente andavano avanti e indietro dai giacimenti auriferi scoperti in territorio navaho.
Quando i soldati ebbero terminato la distruzione delle colture i Navaho rimasero senza scorte di cibo e si ritrovarono a nutrirsi di soli pinoli. Furono così costretti ad arrendersi e il 17 ottobre due di loro si presentarono al forte con una bandiera bianca.Quelli che si erano arresi furono condotti alla riserva mentre gli altri rimasero sulle montagne a vedere cosa sarebbe accaduto al loro popolo.Carson ordinò che Delgadito e i suoi, in quanto primi prigionieri, fossero trattati con le migliori cure e poi lo informò che avrebbe potuto fare ritorno alla sua terra se avesse persuaso altri capi Navaho che la vita della riserva era migliore della fame e del gelo. Delgadito acconsentì.Il 6 gennaio 1864 i soldati distrussero gli hogans, le provviste di cibo che si trovavano nei nascondigli e il bestiame dell’ultima roccaforte Navaho; uccisero tre Navaho, ne rinvenirono due morti per il gelo e catturarono diciannove donne e bambini.Quella sera tre Navaho si recarono all’accampamento dei soldati con una bandiera bianca perché il loro popolo stava morendo di fame e di freddo, ottennero fino al mattino successivo di tempo dopodiché sessanta Navaho laceri ed emaciati giunsero al campo e si arresero. Prima di tornare al forte Carson ordinò ai suoi uomini di distruggere completamente le proprietà dei Navaho che contavano più di cinquemila alberi.
Il 31 gennaio Delgadito con le sue rassicurazioni persuase altri 680 Navaho ad arrendersi.Verso la metà erano circa 1200 gli arresi; l’esercito forniva loro razioni insufficienti e i più vecchi e i più giovani cominciarono a morire.Il 21 febbraio arrivò anche Herrero Grande con la sua banda e il numero salì a 1500. A marzo si erano arresi in 3000 Navaho.Gran parte degli indiani più anziani morì durante il viaggio di trasferimento dal forte alla riserva di Bosco Redondo poiché quasi nudi e quindi incapaci di resistere alle forti tempeste di neve, mentre i bambini venivano rubati per essere venduti.Manuelito e la sua banda erano gli unici Navaho che non si erano ancora arresi.

Continua...