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4. 1783 - 1865: GLI STATI UNITI
1862-1865
Rivolta dei Navaho II^ parte
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Nel
gennaio 1861 i capi indiani acconsentirono ad incontrare il colonnello Camby.
Alla fine dei colloqui, il 21 febbraio 1961, i Navaho nominarono capo
supremo Herrero Grande che per mantenere la pace promise di espellere tutti
i ladrones dalla tribù.Vi furono diversi mesi di amicizia tra gli indiani e
i bianchi e Manuelito divenne nuovamente un prospero allevatore di bestiame.
Durante quel periodo i Navaho si recarono spesso al Forte per commerciare e
prendere le provvigioni dal loro agente. Si creò l’abitudine di fare
corse di cavalli tra bianchi e indiani ma in una di queste corse, per la
quale erano state effettuate moltissime scommesse, ci fu un’irregolarità
da parte dei bianchi e gli indiani si appellarono ai giudici perché la
corsa venisse ripetuta. I giudici si rifiutarono, dichiararono vincente il
cavallo militare e i soldati formarono un lungo corteo per festeggiare la
vittoria e si diressero verso il forte per incassare le scommesse. Infuriati
per la truffa subita, i Navaho corsero in frotte dietro a loro ma le porte
del forte furono chiuse ermeticamente e quando uno tentò di sforzare
l’ingresso, una sentinella gli sparò addosso uccidendolo. Nel frattempo
il colonnello ordinò di far uscire l’artiglieria e furono massacrati
uomini, donne e bambini. L’ufficiale comandante cercò di far di nuovo la
pace con i Navaho inviando alcune squaws che godevano dei favori degli
ufficiali, a parlare con i capi indiani; l’unica risposta che ricevettero
le squaws fu una buona dose di frustate.
Dopo quel 22 settembre 1861 passò molto tempo prima che si ristabilissero
rapporti di amicizia fra gli uomini bianchi e i Navaho.Nella primavera del
1862, il generale James Carleton, che era avido della terra indiana e di
qualunque risorsa mineraria vi si trovasse, avendo a disposizione molti
soldati, cominciò a cercare gli indiani contro cui combattere.Nel tardo
autunno cinque capi indiani acconsentirono a recarsi a Santa Fé per
negoziare con Carleton. Durante il viaggio due capi con la loro scorta si
imbatterono con un distaccamento di soldati del capitano Graydon che li
ingannò rifornendoli di farina e carne per il lungo viaggio. Si recò poi
direttamente nel loro accampamento, li rifornì di bevande alcoliche e poi
gli sparò addosso mentre assi pensavano naturalmente che avesse avuto
propositi amichevoli poiché li aveva dato loro farina, carne e
approvvigionamenti.
Gli altri tre capi raggiunsero Santa Fé e assicurarono che il loro popolo
era in pace con i bianchi e desiderava unicamente essere lasciato tranquillo
sulle montagne. Carleton li informò che l’unico modo in cui i Mascalero
avrebbero potuto ottenere la pace era di ritirarsi nella riserva; essi,
stremati e non più i grado di proteggere le loro donne e i loro bambini
furono costretti ad arrendersi.
Nella primavera del 1863 la maggior parte dei Mascalero era fuggita in
Messico o era stata segregata in una riserva. In dicembre diciotto capi
Navaho, ma non Manuelito, dopo aver osservato la sconfitta dei loro cugini
Apache Mascalero, si recarono anch’essi a Santa Fé a chiedere la pace.In
dicembre diciotto capi Navaho, ma non Manuelito, dopo aver osservato la
sconfitta dei loro cugini Apache Mascalero, si recarono anch’essi a Santa
Fé a chiedere la pace. Anche a loro fu chiesto di trasferirsi nella riserva
di Bosco Redondo ma si rifiutarono.
Il 23 giugno Carleton stabilì una data improrogabile per lo spostamento dei
Navaho nella riserva: essi avevano tempo fino al 20 luglio per spostarsi e
chi non l’avesse fatto sarebbe stato considerato un nemico e trattato di
conseguenza. Il 20 luglio passò ma nessun Navaho si arrese volontariamente.
Nel frattempo Carleton aveva fatto preparare le truppe per una guerra contro
i Navaho e a fine luglio 1863 vennero inviati dei distaccamenti a scopo di
ricognizione. I Navaho erano dieci volte più numerosi dei Mascalero ed
avevano il vantaggio di abitare in un territorio vasto e montagnoso,
solcato da profondi canyons, torrenti dalle rive scoscese e altipiani
circondati da precipizi.
I Navaho, saputo che i soldati si stavano preparando alla guerra decisero di
adottare delle precauzioni per mettere al sicuro donne e bambini poiché
sapevano che i mercenari avrebbero cercato di farli prigionieri per venderli
ai ricchi messicani.
Poiché i soldati non riuscivano a scovare i Navaho, il 25 luglio, il
maggiore Joseph Cummings fece razzia di tutto il bestiame che trovò e mieté
o bruciò tutti i campi di grano e di frumento indiani.Non appena i Navaho
si accorsero di ciò che stava succedendo ai loro raccolti destinati
all’inverno inviarono un tiratore scelto Navaho che sparò a Cummings e
uccidendolo sul colpo mentre era in sella. Razziarono poi il recinto di
Carson riprendendosi alcune pecore e capre e rubandogli il suo cavallo
preferito.Il 18 agosto il generale decise di incoraggiare le truppe offrendo
premi in denaro per il bestiame catturato ai Navaho e ciò riscosse molto
successo poiché le paghe dei soldati era di molto inferiori alle
ricompense. I soldati iniziarono poi a tagliare il ciuffo di capelli tenuti
insieme da un nastro rosso che i Navaho portavano sulla testa e venne reso
popolare l’uso di offrire premi per gli scalpi indiani.
Nel frattempo Carson continuò la distruzione dei campi e ordinò che ogni
Navaho maschio trovato venisse ucciso.Pressappoco nello stesso tempo
Carleton chiese al quartier generale altri soldati per combattere gli
indiani e proteggere gli uomini che continuamente andavano avanti e indietro
dai giacimenti auriferi scoperti in territorio navaho.
Quando i soldati ebbero terminato la distruzione delle colture i Navaho
rimasero senza scorte di cibo e si ritrovarono a nutrirsi di soli pinoli.
Furono così costretti ad arrendersi e il 17 ottobre due di loro si
presentarono al forte con una bandiera bianca.Quelli che si erano arresi
furono condotti alla riserva mentre gli altri rimasero sulle montagne a
vedere cosa sarebbe accaduto al loro popolo.Carson ordinò che Delgadito e i
suoi, in quanto primi prigionieri, fossero trattati con le migliori cure e
poi lo informò che avrebbe potuto fare ritorno alla sua terra se avesse
persuaso altri capi Navaho che la vita della riserva era migliore della fame
e del gelo. Delgadito acconsentì.Il 6 gennaio 1864 i soldati distrussero
gli hogans, le provviste di cibo che si trovavano nei nascondigli e il
bestiame dell’ultima roccaforte Navaho; uccisero tre Navaho, ne
rinvenirono due morti per il gelo e catturarono diciannove donne e
bambini.Quella sera tre Navaho si recarono all’accampamento dei soldati
con una bandiera bianca perché il loro popolo stava morendo di fame e di
freddo, ottennero fino al mattino successivo di tempo dopodiché sessanta
Navaho laceri ed emaciati giunsero al campo e si arresero. Prima di tornare
al forte Carson ordinò ai suoi uomini di distruggere completamente le
proprietà dei Navaho che contavano più di cinquemila alberi.
Il 31 gennaio Delgadito con le sue rassicurazioni persuase altri 680 Navaho
ad arrendersi.Verso la metà erano circa 1200 gli arresi; l’esercito
forniva loro razioni insufficienti e i più vecchi e i più giovani
cominciarono a morire.Il 21 febbraio arrivò anche Herrero Grande con la sua
banda e il numero salì a 1500. A marzo si erano arresi in 3000 Navaho.Gran
parte degli indiani più anziani morì durante il viaggio di trasferimento
dal forte alla riserva di Bosco Redondo poiché quasi nudi e quindi incapaci di resistere
alle forti tempeste di neve, mentre i bambini venivano rubati per essere
venduti.Manuelito
e la sua banda erano gli unici Navaho che non si erano ancora arresi.
Continua...
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