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4. 1783 - 1865: GLI STATI UNITI
1862-1865
Rivolta dei Navaho III ^ parte
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Durante
l’autunno 1864, alcuni indiani fuggiti da Bosco Redondo rientrarono nel loro
territorio portando spaventosi racconti su ciò che stava accadendo agli
indiani chiusi nella riserva: << Era una landa desolata, i soldati li
spingevano pungendoli con le loro baionette, li ammassavano in recinti
circondati di mura di mattoni dove i capi dei soldati li contavano sempre e
scrivevano i numeri su piccoli libri. I capi dei soldati promettevano loro
indumenti , coperte e cibo migliore, ma queste promesse non venivano mai
mantenute. Come legna da ardere erano rimaste solo radici poiché i soldati
avevano tagliato tutti gli alberi. Per proteggersi dalla pioggia e dal sole
dovevano scavare buche nel terreno sabbioso, coprirle e rivestirle di giunco
intrecciato. Vivevano in tane come i cani. Con i pochi attrezzi che gli
erano stati dati avevano spezzato la crosta del terreno alluvionale e
seminato grano, ma le piene, la siccità e gli insetti avevano distrutto i
raccolti e così a ciascuno toccava solo mezza razione. Ammassati a quel
modo le malattie avevano iniziato a mietere vittime fra i più deboli. Era
un posto orrendo e sebbene la fuga fosse difficile e pericolosa sotto gli
occhi dei vigili soldati, molti rischiavano la vita pur di fuggire di lì>>.
Per Carleton erano solo bocche da sfamare e corpi da vestire ma questa
misera elemosina non era nulla in confronto alle risorse naturali dei loro
territori. Carleton diede nel marzo del 1865l’ordine di catturare Manuelito
ad ogni costo per far sì che la sua banda si arrendesse, ma Manuelito era
troppo furbo per cadere nelle loro trappole e scampò alla cattura fino
all’estate.
Verso la fine dell’estate diversi guerrieri fuggirono dalla riserva di
Bosco Redondo e così
Carleton aumentò i posti di guardia e ordinò che venisse ucciso ogni
Navaho trovato fuori dalla riserva senza lasciapassare.
Quando nell’autunno 1865 i raccolti di grano alla riserva furono
nuovamente disastrosi, l’esercito fornì ai Navaho farina e prosciutto che
erano stati definiti immangiabili per i soldati. Il numero delle mortalità
e dei tentativi di fuga salì nuovamente.Sebbene il generale Carleton fosse
ormai apertamente criticato dai cittadini per le condizioni di vita della
riserva, continuò a dare la caccia ai Navaho.
Il 1° settembre 1866 Manuelito si presentò zoppicante al forte con 23
guerrieri e si arrese.
Poco dopo Barboncino si presentò al forte con 21 uomini e si arrese per la
seconda volta. Ora non vi erano più capi guerrieri.
Diciotto giorni dopo il generale Carleton fu destituito dal comando ed il
nuovo soprintendente , A.B. Norton dichiarò il terreno della riserva
inadatto alla coltivazione del grano per la presenza di alcale. Dichiarò
inoltre che l’acqua era nera, salmastra e insalubre perché un quarto
della popolazione indiana era stata decimata dalle malattie. Aggiunse poi
che prima sarebbe stata sgomberata e abbattuta, meglio sarebbe stato. Per
due anni alla riserva ci fu un viavai continuo di ispettori e di ufficiali
inviati da Washington.Rimasero nella riserva pochi anni ancora e poi, prima
di andarsene, i capi dovettero firmare il nuovo trattato promettendo che di
li in poi sarebbero cessate tutte le guerre tra le due parti. I Navaho fecero
così ritorno nel loro Paese ma si accorsero ben presto che la gran parte
dei loro migliori pascoli era stata assegnata ei coloni bianchi.
TITOLO: Seppellite il mio cuore a Wounded Knee
AUTORE: Dee Brown
CASA EDITRICE: Arnoldo Mondatori Editore S.p.A.
EDIZIONE: 1972
LUOGO: Milano
Candelo
Fatima
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