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4. 1783 - 1865: GLI STATI UNITI 1830. Deportazione delle tribù ad ovest del Mississippi. Indian removeral act. Durante la presidenza di Monroe (1817-1824) si definirono i limiti di un nuovo paese destinato ai nativi perché si rese necessario lo sfruttamento delle terre tra gli Appalachi e il Padre delle acque. Nei trent’anni che andarono dal 1800 alla presidenza Jackson, si determinarono così le linee di sviluppo della questione indiana. indiani venissero trasferiti verso ovest, oltre il Mississippi, promettendo che agli indiani sarebbe stato dato l’equivalente di quello che possedevano ad est. Nel 1802 lo Stato della Georgia aveva fatto un patto con gli Stati Uniti secondo il quale lo Stato rinunciava a reclamare nuove terre a ovest. I Cherokee, che vivevano nei pressi dello Stato della Georgia, fecero enormi sforzi per adattarsi alla società dei bianchi, ma la fame di terra dei coloni bianchi era inarrestabile. Col passare degli anni la necessità di nuove terre per le piantagioni di cotone si fece insistente e molte personalità ben addentro al problema si dichiararono d’accordo con il trasferimento degli indiani. Il Commissario agli Affari indiani McKenny dichiarò che l’allontanamento dei nativi era l’unica misura in grado di evitare il loro sterminio. Nel 1829 Andrew Jackson divenne Presidente degli Stati Uniti. Durante la sua carriera militare, assieme ai suoi soldati, aveva trucidato migliaia di Cherokee, Chickasaw, Choktaw, Creek e Seminole, ma questi indiani meridionali erano ancora numerosi e ostinatamente attaccati ai loro territori tribali, che erano stati loro assegnati per sempre in seguito a trattati stipulati con gli uomini bianchi. Nel suo primo messaggio al Congresso Jackson propose che tutti quegli indiani venissero trasferiti verso ovest, oltre il Mississippi: <<Propongo la creazione di un ampio distretto a ovest del Mississippi… la cui proprietà deve essere garantita alle tribù indiane finché esse lo occuperanno.>> Sebbene la promulgazione di una simile legge si aggiunse soltanto al lungo elenco di promesse non mantenute fatti agli indiani orientali, Jackson era convinto che gli indiani e i bianchi non avrebbero potuto vivere assieme pacificamente e il suo piano avrebbe reso possibile un’ultima promessa che sarebbe andata ancora una volta delusa. Il 28 maggio 1830 le proposte di Jackson divennero legge. Due anni dopo egli nominò un commissario agli Affari Indiani alle dipendenze del Dipartimento della Guerra il cui compito consisteva nel controllare che le nuova leggi riguardanti gli indiani vanissero correttamente applicate. Il 30 giugno 1834 il Congresso approvò un Act to Regulate Trade and Intercourse with the Indian Tribes and to Preserve Peace on the Frontiers (legge che regoli il commercio e I rapporti con le tribù indiane e che conservi la pace sulle frontiere) secondo il quale: - tutta la parte degli Stati Uniti a ovest del Mississippi <<e non compresa negli Stati del Missouri, della Louisiana e del Territorio dell’Arkansas>> sarebbe appartenuta agli indiani, - nessun bianco sarebbe stato autorizzato a commerciare in territorio indiano senza licenza, nessun commerciante con cattivi precedenti avrebbe avuto il permesso di risiedervi e nessun bianco avrebbe potuto stabilirvisi, - le forze armate degli Stati Uniti sarebbero intervenute per arrestare qualsiasi bianco che avesse violato le clausole della legge. Prima che queste leggi
entrassero in vigore, una nuova ondata di coloni bianchi calò verso ovest e
formò i territori del Wiscansin e dello Iowa. Questo fatto costrinse i
politici di Washinghton a spostare la “frontiera permanente” dal fiume
Mississippi al 95° meridiano. TITOLO:
Seppellite il mio cuore a Wounded Knee Candelo Fatima |