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4. 1783 - 1865: GLI STATI UNITI
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LA TESTIMONIANZA
Trattato di Greenville.
Sin da bambino a Tecumseh venne instillata
l’avversione per gli americani, fautori della morte del padre.
Quando il giovane fu adulto, Methoataaskee gli dedicò un breve discorso che
voleva essere un’esortazione alla lotta.
Uno dei
suoi fratelli fu TENSKWATAWA, il Profeta del Wabash. Tecumseh il cui nome
significa “Cometa Fiammeggiante, si distinse sin da giovane come valoroso
guerriero diventando ben presto un rispettato capo di guerra.
Il suo popolo fu sospinto dall’avanzata della frontiera lontano dai propri
territori originari e si installò, verso la fine del secolo, lungo il fiume
Wabash, nei pressi della foce del fiume Tippecanoe, nell’odierno Stato
dell’Indiana. Il villaggio principale degli Shawnee fu conosciuto come la
Città del Profeta. Sin dall’inizio Tecumseh fu convinto fautore
dell’unione delle varie tribù in un’unione entità politico-militare.
Nel 1810, durante un consiglio con il generale Harrison, parlò chiaramente
contro la cessione delle terre indiane. Tecumseh affermò sempre chiaramente
che nessuna cessione di territorio sarebbe stata valida senza l’assenso di
tutte le tribù coinvolte negli spostamenti. I bianchi, invece, trattavano
le cessioni con parti separate delle varie tribù, che non rispecchiavano
mai le vere intenzioni della totalità di esse. Tecumseh progettò, per la
sua ampia e rivoluzionaria visione strategica, la fondazione di una grande
Confederazione panindiana, che contenesse al suo interno più nazioni native
possibili, anche quelle che storicamente erano state nemiche tra di loro.
L’obiettivo a medio termine fu quello di creare uno Stato cuscinetto
completamente indiano posto nella regione del fiume Ohio, e situato tra le
due potenze in conflitto, gli inglesi del Canada e la giovane Repubblica
nata dalla Rivoluzione.
Durante i lunghi anni di sfida agli Stati Uniti, Tecumseh ricevette un certo
aiuto dagli inglesi, sotto forma di armi, equipaggiamento e vestiario, ma fu
sempre riluttante a entrare in guerra senza l’appoggio diretto delle
Corona inglese, in quanto conosceva la potenza della Repubblica e la sua
determinazione.
Nel 1811, Tecumseh compì un lungo viaggio diplomatico nelle regioni
meridionali per convincere alcune grandi nazioni indiane, tra i quali i
Creek, della bontà del suo progetto strategico. Il 7 novembre, però, in
netto contrasto con i suoi ordini che vietavano assolutamente di rispondere
alle provocazioni dell’esercito
americano, il profeta Tenskwatawa accettò
battaglia, battendo militarmente Harrison e infliggendogli dure perdite, ma
subendo la distruzione della città che rappresentava un centro
indispensabile per l’alleanza. La dura sconfitta fu essenzialmente
politica in quanto vide la fine della vagheggiata Confederazione,la
distruzione della sua città simbolo, e l’esilio degli Shawnee e dei loro
alleati.
Nel 1812 scoppiò la guerra tra gli inglesi e gli Stati Uniti e Tecumseh
formò un piccolo esercito di guerrieri indiani, in maggioranza Shawnee,
conil quale diede un grande apporto alla causa inglese. Tecumseh fu però
sempre molto critico verso gli inglesi. Il grande capo Shawnee morì nella
battaglia del THAMES il 5 ottobre 1813.
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