Patrizia Vayola (25-04-2002 16:07)

SCHEDA DI ANALISI DI UN IPERTESTO SCOLASTICO DI STORIA

PER IL WEB  

Identificazione: i dati

1. INDIRIZZO DEL SITO : url = http://……

2. NOME DELLA SCUOLA E CITTA’

3. TITOLO DEL LAVORO

4. DIMENSIONI DEL PRODOTTO (numero approssimativo di pagine web)

5. DATA DI REALIZZAZIONE

Identificazione: i soggetti

  6. DISCIPLINE COINVOLTE (quali materie hanno partecipato al lavoro)

  7. NUMERO DI PARTECIPANTI ALLA RICERCA (singolo, gruppo, classe, più classi, più scuole in rete ecc)

  8. NUMERO DI PARTECIPANTI ALLA IPERTESTUALIZZAZIONE (tutti quelli che hanno partecipato alla ricerca o un numero più ristretto o i soli docenti?)

  9. NUMERO DI PARTECIPANTI ALLA TRADUZIONE PER IL WEB

  Questi dati servono a capire se il lavoro è collettivo in ogni sua fase o se una parte di esso è stata sviluppata da singoli allievi o prof. = nel secondo caso diminuisce il valore dell’attività didattica

I contenuti: il tema  

10. TEMA:  

10a. tempo = il periodo storico cui si riferisce il lavoro

10b. spazio = l’ambito spaziale coinvolto (locale, nazionale, europeo, mondiale)

10c. argomento =  il tema di cui parla il lavoro

10d. categorie tematiche = l’ambito tematico (storia politica, sociale, economica, culturale… ecc)

10e. punto di vista = il tipo di approccio al tema e le tesi che esprime

I contenuti: la qualità

11. QUALITA’ E PRECISIONE DEI CONTENUTI: ( sono trattati in modo esauriente, sono trattati superficialmente, la ricerca aggiunge qualcosa di nuovo a quanto dice di solito un manuale?)  

12. PRESENZA DI BIBLIOGRAFIA E DI APPROFONDIMENTI (articoli, saggi, ecc)  

una realizzazione web ha senso se usa le potenzialita di internet: in questo caso, dato lo spazio a disposizione e le potenzialità offerte dalla connettivita’ interna, il prodotto risulta tanto più efficace quanto più è possibile accedere anche a saggi e testi utilizzati per conoscere l’argomento.

E’ fondamentale inoltre, per accertare la scientificità del lavoro che ci siano le indicazioni bibliografiche almeno dei testi utilizzati

I contenuti: le fonti  

13. MOLTEPLICITA’ E TIPOLOGIA DELLE FONTI UTILIZZATE  
 
(scritte, orali, visive, sonore ecc.)  

14. PRESENZA ON LINE DI FONTI E MODALITA’ DI PRESENTAZIONE (viene rispettata la forma del documento? La presenza nel web ne restituisce un’immagine corretta oppure alterata o incompleta?)

15. CITAZIONE DELLE FONTI UTILIZZATE (sono riportate le indicazioni che consentono di capire da dove sono tratte?)

Una ricerca storica non può svilupparsi senza l’analisi delle fonti: leggere solo la storiografia sul tema significa dover riferire le idee di altri senza avere in mano strumenti per verificarle. Naturalmente si può realizzare anche un ipertesto non di ricerca storica ma semplicemente di ri-esposizione di fatti (magari con una tematizzazione o un punto di vista particolare) o di confronto tra tesi storiografiche.

I contenuti: le fasi del lavoro

16. PRESENZA DEL PROGETTO INIZIALE (finalità, competenze da attivare, metodo di lavoro, ecc)

17. PRESENZA DEL PROCESSO DI RICERCA (indicazione delle modalità e delle fasi della ricerca dall’input iniziale al prodotto finito)

Mettere on line il prodotto di un lavoro di ricerca senza spiegare come la ricerca si è sviluppata impedisce al fruitore di capire attraverso quali passaggi si è arrivati a quei risultati e quindi non lo mette in grado di valutare l’effettiva qualità del lavoro

I contenuti: i rapporti con la rete

18. OBIETTIVI E UTENZA (con quali obiettivi [vetrina, contributo per arricchire le risorse sul tema, ecc.] e per quale pubblico [altri studenti, altri insegnanti, studiosi del tema, target indistinto] si è scelto di costruire e mettere on line il lavoro)

19. AGGIORNAMENTO DELLE INFORMAZIONI E DEI CONTENUTI
(è un lavoro chiuso o un work in progress che prevede altre aggiunte dagli stessi soggetti o da altre classi?)

Ha senso che un lavoro sia on line se sfrutta le potenzialità della rete e se diventa nodo per trovare anche altri siti che trattano lo stesso tema. I siti, come anche il tono stesso del lavoro vanno tarati sul tipo di utenza che si vuole preferenzialmente raggiungere

Organizzazione dello spazio interno

20. LIVELLO DI IPERTESTUALIZZAZIONE (struttura logica del sito: sequenziale, a blocchi paralleli, gerarchica/ad albero, a galassie, reticolare)

21. GRADO DI CONNETTIVITA’ INTERNA (possibilità di percorsi di approfondimento o di collegamenti trasversali e funzionalità dell’indicizzazione)

22. PRESENZA DI METAFORE SIGNIFICATIVE NELL’ORGANIZZAZIONE IPERTESTUALE (le pagine si presentano come un libro, come un film, come un racconto ecc)

E’ importante valutare la quantità di collegamenti ipertestuali perché essi rendono la complessità della mappa concettuale di partenza e quindi il livello di organizzazione dei contenuti.

Importante è anche  valutare la qualità della struttura e la sua efficacia per evitare che il lettore si perda o faccia troppi giri per arrivare alle pagine che possono interessarlo; è quindi importante curare molto l’indicizzazione, i link interni e l’accesso ai veri livelli usando anche artifici grafici (colori, sfondi, caratteri)

Organizzazione dello spazio esterno

23. CONNETTIVITA’ ESTERNA (presenza di link ad altre pagine web sul tema)

24. LIVELLO DI INTERATTIVITA’ CON L’UTENTE (attivo, passivo, collaborativo, è possibile ampliare l’ipertesto con l’intervento degli utenti?)

da questi elementi dipende una parte significativa della qualità del servizio che si offre. Aprirsi alla rete vuol dire offrire l’opportunità di accedere ad altri lavori sul tema e magari immaginare anche rapporti collaborativi per l’implementazione della ricerca o lavori collaborativi on line

Usabilità web: i requisiti tecnici

25. STABILITÀ (visualizzazione con browser diversi e livello di requisiti di sistema necessari [uso di java, flash ecc])

26. VELOCITÀ D’ACCESSO (tempo di caricamento delle pagine)

27. CHIAREZZA E FACILITÀ D’ACCESSO E D’UTILIZZO (è presente un help? L’indicizzazione è coerente e funzionale?)

28. ACCURATEZZA E AGGIORNAMENTO (i link interni ed esterni sono tutti funzionanti?)

Le pagine devono essere visibili facilmente per anche per utenti che non posseggono macchine aggiornate

Usabilità web: la fruibilità

29. EQUILIBRIO TECNICO TRA CONTENUTI TESTUALI E STRUMENTI MULTIMEDIALI (la multimedialità [suoni, musiche, immagini, animazioni, video] è significativa per i contenuti o è esornativa e/o invasiva?)

30. FRUIBILITÀ (le pagine e le immagini sono pensate per il web [lunghezza delle pagine e peso delle immagini])

31. PRESENZA DI PUBBLICITÀ

bisogna sempre mettere l’utente in condizioni di fruire agevolmente del prodotto, anche se questo può voler dire rinunciare ad artifici tecnici d’avanguardia

Usabilità web: lo stile

34. COERENZA E SIGNIFICATIVITA’ STILISTICA (lo stile è o meno uniforme e gli eventuali cambiamenti sono giustificati?)

35. CURA ESTETICA DELL’INTERFACCIA (colori, sfondi, icone ed altri elementi grafici originali efficaci e ben armonizzati)

36. LEGGIBILITÀ E STILE (colori, sfondi, font ecc. affaticano la lettura o la rendono più gradevole?)

Anche lo stile ha una funzione orientativa e deve pertanto essere coerente e facilitare la fruizione