Anna Francesca Marelli (27-05-2002 16:10)

Ipertesto di storia

Cara Ileana, ho letto il tuo intervento con molto interesse perchè mi ha dato l'occasione di ripensare l'insegnamento della storia con modalità interattive. Insegnando infatti, in una scuola elementare, ho potuto notare come già nei bambini, sia presente un forte interesse verso i mezzi informatici.
A mio parere, credo che le tecnologie multimediali debbano avere la preminente finalità didattica di contribuire a far maturare negli alunni la capacità di imparare. Quest'esigenza nasce innanzitutto dalla constatazione che in una civiltà in rapida trasformazione come la nostra, stanti i processi di rapida obsolescenza e di moltiplicazione esponenziale delle conoscenze, risulta definitivamente tramontata la pretesa di far acquisire agli alunni un complesso determinato di nozioni e s'impone invece l'esigenza di far loro apprendere la capacità di imparare, perchè la possano utilizzare nel corso della vita, in una prospettiva di educazione permanente.
Credo che un importante obiettivo dell'ipertesto di storia sia quello di sperimentare una didattica tesa a superare la concezione tradizionale della "storia materia", dove i contenuti sono una delle parti costitutive del curricolo, assieme agli obiettivi disciplinari e trasversali e alle sstrategie didattiche. Una didattica, quindi, in cui la storia non abbia una valenza meramente informativa ma che offra agli allievi metodo di studio, di ricerca, strumenti per leggere le diverse complessità, in altre parole che insegni a pensare. Questo sicuramente, non per sfoggiare dei piccoli storici, ma nella convinzione che è l'unico modo per creare un pensiero critico, per esercitare gli studenti a leggere la storia secondo una pluralità di punti di vista e per abituarli alla problematizzazione, sia proprio quello di rivedere le procedure e gli apparati metodologici e didattici.
L'ipertesto prodotto sarà quindi un momento di partenza per questo tipo di sperimentazione che si addentra in tutti gli aspetti che concorrono a restituire un'immagine di una società in tutta la sua pluralità e complessità e lascia così da parte la storia cosidetta universale: quella che privilegia ad un tempo uno svolgimento dei fatti disposti in un ordine diacronico-lineare, concepisce non i diversi tempi storici, ma unicamente il tempo cronologico, e contemporaneamente individua i fatti storici importanti prevalentemente in quelli politico-istituzionali. Buona lettura. Ciao.
Anna Francesca Marelli