Mariarita
Marinucci (12-04-2002 10:03)
...A nostro parere, l'utilizzo delle
nuove tecnologie nella didattica della storia o di qualsiasi altra
disciplina, deve essere considerato non solo come strumento per rendere
concreto quel concetto di alfabettizzazione culturale di cui tanto si è
parlato e si parla, ma che difficilmente e a fatica si realizza.
Non bisogna dimenticare, infatti, che compito di ogni insegnante non è
quello di "imbottire" gli alunni di una quantità smisurata di
contenuti, bensì quello di fornirgli gli strumenti, i diversi alfabeti
indispensabili per leggere e decifrare il mondo circostante.
Di conseguenza, crediamo che il problema del "tempo che non
basta" (soprattutto a partire dalla Scuola Elementare) perchè non si
riesce a portare a termine "la programmazione" sia irrilevante e
infondato. In realtà, forse, noi insegnanti non riusciamo ancora a
scrollarci di dosso la vecchia ansia del fare tutto. In quest'ottica, può
succedere che l'utilizzo delle nuove tecnologie venga percepito come
"una mera perdita di tempo". Concordiamo, poi, nel ritenere
fruttuoso un sano equilibrio tra i diversi strumenti e modalità di
lavoro, relativi al "vecchio" e al "nuovo" modo di
fare scuola.
sicuramente fare della scuola un ambiente di apprendimento in cui l'alunno
viva molteplici esperienze di lavoro e costruisca il proprio sapere si
concretizza anche nell'utilizzo dell'ipermedialità....
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